Il pupo non vuole fare la nanna!!!
11.09.2015 10:59E' un'esperienza molto diffusa che accomuna la vita di tanti neo-genitori alle prese con il pupo che non chiude (quasi mai) occhio. Io stessa ho avuto non pochi problemi di sonno con il mio primo figlio, Giovanni: quindi posso capire benissimo i genitori che hanno un figlio che NON dorme.... e diciamocelo pure: la mancanza di sonno è deleteria per la vita di ognuno di noi.... Diventiamo nervosi, irascibili e anche la pazienza e 'amorevolezza necessarie nei primi tempi di vita del bambino, spesso, vanno a farsi friggere. Personalmente, posso dire di aver provato di tutto con Giovanni ma fino ai 18 mesi non c'è stato nessun santo del paradiso che ci abbia ascoltato... Un giorno, però ho avuto la fortuna di incappare in un bellissimo libro (e bellissima autrice) che mi ha aiutato parecchio: Fai la nanna senza lacrime (Piemme) di Elizabeth Pantley. Oggi voglio condividere con voi il contenuto di questo libro sperando che qualcuno possa trovare qualche consiglio utile che fa al caso suo ... e son certa che lo troverete!!
Partiamo subito col dire che l'approccio alla questione da parte dell'autrice è dolce e flessibile, basato sull'osservazione del pargolo e sul rispetto delle sue esigenze. Il metodo dell'autrice (mamma di 4 figli) propone una serie di accorgimenti e idee per abituare il bimbo, gradualmente, al momento del sonno. Contraria alle tecniche che lasciano il piccolo piangere ad oltranza fino a quando si addormenta sfinito, Elizabeth Pantley sottolinea, invece, l'importanza dell'amorevolezza, della calma e della pazienza. Innanzitutto, precisiamo che prima di disperarsi per i risvegli notturni pensando che le notti in bianco non finiranno mai, è indispensabile avere ben chiari un paio di principi chiave sul sonno dei bambini. La 'speranza', per esempio, che un bebè dorma tutta la notte è poco realistica perché il suo orologio biologico funziona in modo diverso rispetto a quello di un adulto. Nel primo anno di vita, dunque, è normale che un bimbo si svegli spesso di notte: per l'autrice, è fondamentale avere ben presente che non si tratta di un disturbo (o capriccio!) ma di un fatto del tutto fisiologico. Per favorire il sonno del pupo, bisogna farsi un'idea precisa di come dorme: l'autrice invita a osservarlo per un giorno e una notte tenendo tre registri accurati della situazione: uno dei pisolini diurni, uno delle attività pre-serali e uno dei risvegli notturni.
Una volta individuato una sorta di 'schema' nelle abitudini (diurne e notturne) del pupo, annotate appunto in questi registri, sarà possibile scegliere le idee migliori, quelle più adatte a lui, e metterle in pratica. Secondo l'autrice, "dal momento che il tempo trascorso a dormire durante il giorno influenza profondamente il sonno notturno, questi dati saranno fondamentali per capire come migliorare le sue abitudini".Nel corso dello stesso giorno in cui si compila il registro dei pisolini, la consulente consiglia di annotare anche le informazioni su cosa succede prima della nanna serale. Questo aiuta a capire se le azioni che precedono il sonno aiutano il pargolo a predisporsi a quel momento o no. Occorre segnare quello che fa il pupo circa 2 ore prima di andare a letto. Vedere tutto nero su bianco, aiuta a diventare più consapevoli di cosa potrebbe non essere ideale per assicurare e tranquillizzare il pupo in vista della nanna. Se, per esempio, alle 21.00, il bimbo ha giocato all'aeroplano con il papà (attività super intensa!), eccitandosi moltissimo, certo sarà più complicato convincerlo a dormire nel giro di 15 minuti! Quindi, nelle due ore prima di andare a letto meglio preferire attività leggere; anche un bel bagno può essere utile e predisporre il bambino al rilassamento. L'ultimo registro riguarda i risvegli notturni: Elizabeth Pantley suggerisce di tenere foglio e matita, insieme a un orologio a portata di mano per prendere nota delle informazioni più salienti copiando, poi, tutto il giorno dopo sul registro. L'autrice suggerisce una serie di idee per migliorare la situazione. Vediamone alcune:
- Innanzitutto è bene che il bimbo non si addormenti SEMPRE mentre prende il latte: se capita sempre così, infatti, col tempo il bimbo assocerà l'atto di succhiare con quello di dormire e sarà molto difficile per lui addormentarsi in modo diverso. Dal punto di vista dell'autrice, per evitare che quando sarà più grandicello, il pargolo si addormenti solo durante le poppate, è importante ogni tanto lasciarlo "succhiare fino a quando sta per addormentarsi ma non è ancora del tutto addormentato". La consulente suggerisce di provare - quando la mamma se la sente - a staccare il neonato e farlo dormire senza nulla in bocca. Se il bimbo protesta, va benissimo ridargli seno o biberon e poi allontanarlo ancora dopo qualche minuto. Occorre ripetere questa sequenza abbastanza spesso. Così, imparerà ad addormentarsi, ogni tanto, anche senza succhiare. Con me ha funzionato alla grande già dopo poco tempo (sia con Giovanni e poi anche con Pietro... con il secondo figlio ho messo subito in atto questo comportamento per prevenzione!!! ho allattato i miei figli fino ai due anni e, grazie proprio a questo suggerimento, ho avuto modo di rendere l'allattamento un'esperienza ancora più gratificante)
- saper distinguere i "rumori del sonno" dai segnali di fame: di fatto, ogni piccolo fa moltissimi rumori durante il sonno (grugniti, piagnucolii e anche urla) ma non sempre vuol dire che si sia svegliato. In questo caso, è meglio non intervenire e aspettare. Quando, invece, il neonato è sveglio e affamato, è essenziale rispondere con sollecitudine al suo richiamo della fame: in questo modo, sarà più facile che si riaddormenti in fretta. Al contrario, lasciare che il pianto diventi forti e intenso, significa che il bebè si sveglierà del tutto e avrà bisogno di molto più tempo per riprendere sonno.
- è possibile aiutare il piccolo a percepire, in modo graduale, la differenza tra giorno e notte, incoraggiandolo a dormire periodi più lunghi durante le ore notturne. Durante la giornata, per esempio, i pisolini può farli in una stanza illuminata, magari nella culla in salotto o in camera, dove può sentire i normali suoni e rumori della casa. Per la notte, invece, l'ambiente dove essere buio, senza luci forti, e silenzioso senza voci di conversazioni (e tanto meno tv a tutto volume!). Un'idea per 'segnare' la differenza tra pisolini del giorno e nanna è quella di fare, ogni sera, un bel bagnetto rilassante (o un massaggio dolce) e infilando al pargolo il pigiamino. Le poppate notturne devono essere dolci e silenziose, non c'è bisogno di cantare o parlare a un neonato nel cuore della notte: tutto ciò lo sveglierebbe completamente.
- no ai pisolini troppo lunghi di giorno (3-4 ore di fila): con dolcezza cerchiamo di svegliarlo magari quando lo vediamo in una fase leggera del sonno (di solito muove braccia e gambette)
- interpretare i segnali di stanchezza del bambino e non aspettare che diventi troppo stanco perchè potremmo incontrare difficoltà ad addormentarlo
- tenerlo comodo e usare profumi che lo rassicurino: la culla, per esempio, dovrebbe essere 'avvolgente' (va bene anche una cesta): a molti piccoli non piace la sensazione di essere in uno spazio troppo grande come un lettino, così diverso dal grembo materno. Suoni e rumori rassicuranti aiutano il piccolo ad addormentarsi sereno: esistono anche cd che riproducono il battito del cuore che il neonato ha ascoltato 9 mesi e, quindi, si sente protetto. Anche un profumo delicato, ancora meglio se quello della mamma, che il neonato riconosce appena nato, ha una funzione calmante. La consulente consiglia di avvolgere una maglietta intorno a un peluche adatto (quelli senza pelo per i bebè, per esempio) e poi metterlo vicino al piccolo. Io lo facevo con il mio secondo figlio, Pietro: era di una tenerezza infinita vedere come col musetto si muoveva per sentire l'odore. Un cucciolo! Infine, attenzione a non appoggiare il bimbo addormentato sulle lenzuola fredde che potrebbero svegliarlo perché è molto sensibile. Una soluzione è scaldare prima la culla o il lettino con una borsa dell'acqua calda (che va poi tolta) oppure è possibile usare lenzuolini di flanella al posto di quelli di cotone.
- per vivere con maggiore serenità anche la fatica di qualche notte in bianco è bene cercare di sfruttare ogni momento per rilassarsi un pochino o riposare quando il pupo dorme. Durante le poppate di giorno, per esempio, si può anche chiudere gli occhi, abbassare e alzare le spalle per rilassarle o leggere. So per prima che non è la stessa cosa del sonno notturno ma anche una piccola "siesta" può esserci di aiuto.... e soprattutto ridimensiona i nervi!!
- non pretendere troppo da noi e da nostro figlio: la cosa migliore è rendersi conto che questi mesi passano in fretta e, dopo, ogni mamma, prova nostalgia per il piccolino addormentato tra le sue braccia.
Questi appena elencati, sono solo alcuni dei consigli che l'autrice dà. "Ogni bambino è unico, ogni madre è diversa dalle altre, e ogni famiglia è un caso a sé", dice la consulente americana. Dal suo punto di vista, solo il genitore è in grado di decidere davvero quale sia la risposta giusta per la situazione. Una volta scelti una rosa di suggerimenti preferiti tra quelli proposti nel libro, occorre organizzare un programma (e magari appenderlo allo specchio del bagno o sul frigorifero) e seguirlo alla lettera per almeno 2-3 settimane prima di vedere qualche cambiamento. Inoltre, è essenziale mettere il sonno del bambino al primo posto tra le priorità familiari per un mese o due affinché i nuovi ritmi si consolidino. Dopo 10 giorni, (soprattutto con i bimbi che hanno più di 4 mesi) è importante analizzare i risultati aggiustando il tiro con eventuali modifiche, se occorre. "L'obiettivo non è un percorso rettilineo e semplice neanche se il programma viene attuato alla perfezione. Al contrario, assomiglia piuttosto a un balletto: due passi avanti, uno indietro e perfino, di tanto in tanto, qualche passo laterale", spiega Elizabeth Pantley. Ma, alla fine, vedrete, cari genitori, che anche per voi torneranno le notti calme e serene in cui poter riposare, e ricorderete sorridendo i tempi in cui giravate per casa come zombie nella speranza che la piccola peste cadesse nelle braccia di Morfeo.
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